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Canzoni per l’estate senza un preciso criterio di scelta

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Canzoni per l’estate senza un preciso criterio di scelta

Articolo di Giulia

Lo so, con queste playlist sono di un’irregolarità unica, e sono sparita da San Valentino, ahimè non perché mi ero persa nel “tunnel dell’amore” ma perché stavo nettamente affogando nel “tunnel dell’università”, che è nettamente meno piacevole.

Che dire di questa playlist che il titolo, o che il mio nome dopo l’articolo non abbiano già spiegato? Credo niente, è una playlist, siamo a fine luglio quindi è decisamente estiva, ed è ancora più decisamente( esisterà in italiano questa formula?) senza un preciso criterio morale perché, davvero, non ha un criterio di accostamenti, sono uscite dalla ripetizione casuale del mio Ipod, quindi nel caso, prendetevela con lui!

Che altro? Niente, buona lettura.

Sailing to Philadelphia – Mark Knopfler ( e James Taylor)

Questa è la mia canzone da viaggio.

E’ un punto fisso della mia vita, ogni viaggio inizia o finisce con questa canzone, e quindi, anche se non è uscita per prima dal mio Ipod, ho deciso di metterla in apertura, dedicandola a quelli che sono partiti e tornati, che devono partire e quelli che, come me, un viaggio lo sogneranno tra le pagine dei libri che devono studiare.

Summertime Blues – Eddie Cochrane

Questa, invece, va per tutti coloro che non solo non riusciranno a partire per l’estate, ma dovranno anche lavorare, con la voglia di farlo sotto le scarpe, ed il bisogno di staccare un po’.

The Sound of Silence – Simon & Garfunkle

In estate ci sono tre tipi di viaggiatori: il festaiolo, che va per locali, rimorchia e via dicendo; il viaggiatore per eccellenza, che senza troppi fronzoli prende e parte per vedere nuove città, magari anche scegliendo formule come l’interrail o l’autostop, con pochi soldi in tasca e tanta voglia di vedere il mondo; e il solitario, che si ritira da qualche parte in montagna, in campagna, oppure in città, a fare le cose che non era riuscito a fare per mesi, come leggere, scrivere, guardare serie tv ecc ecc.

Questa canzone, però vale per tutti e tre i gruppi, perché ogni tanto è bello sentire il suono del silenzio.

Englishman in New York – Sting

Questa canzone va, invece, per quelli che in un altra città si sentono strani e spaesati. Sono i primi giorni, non preoccupatevi, è normale sentirsi sempre un alieno quando si entra di “prepotenza” in una cultura diversa dalla nostra; la tecnica per sopravvivere, però, non è cercare cose che siano uguali a casa, come la pasta, ma imparare ad apprezzare tutto ciò che è tipico del luogo, dal cibo, all’arte, alla musica ,alla lingua.

27 – Passenger

Questa va, invece, a quelli che stanno seguendo i propri sogni, anche se magari non sempre vengono spalleggiati dalle persone che gli sono accanto.
La vita è una, e il tempo per godersela è breve, troppo per non fare quello che amiamo, quando si fa qualcosa con passione, si trova sempre un modo per metterlo a frutto, quindi proseguite, andate avanti per la vostra strada, mal che vada dovrete improvvisare un po’. E smettetela di individuare Passenger con Let Her Go, che forse è la peggiore che abbia scritto, comparata con le altre.

Budapest – George Ezra

Questa per chi era? Ah si, per quelli che sono in viaggio e che non vorrebbero tornare a casa, va agli studenti Erasmus, tra cui il mio amato “marito platonico”, che è in Germania da un anno, e fosse per lui ci rimarrebbe per sempre; e ad un’amica di infanzia che è tornata dal Belgio e già si sente oppressa dalla routine e dalla mancanza di libertà.
Va a quelli che si sono resi conto che il viaggio sta volgendo al termine e stanno sperando che il tempo si fermi, perché niente da la sensazione di vivere davvero quanto viaggiare, e niente è così decisamente istruttivo e allo stesso tempo divertente.
E va a quelli che, come me, dato che non possono partire stanno continuando a pianificare viaggi solo per rosicare un po’ da soli, o almeno sognare di essere da qualche parte nel mondo.

Beekeper’s Daughter – The All American Rejects

Questa è la canzone dei “flirtoni compulsivi”, il cantante ( che poi è anche un gran figo, parliamone), racconta di aver spezzato molti cuori e si definisce una piccola ape impegnata, che potrà cogliere la ragazza/fiore davanti a sé solo per poco tempo, perché ad un certo punto si stancherà e dovrà volare versi lidi più fertili.

Quindi, che dire, mi pare parecchio azzeccata per tutti coloro che passeranno la vacanza alla ricerca di storie estive dalla durata complessiva che varia dall’una alle ventiquattro ore.

Classy Girls – The Lumineers

Mi viene quasi da ridere perché subito dopo Beekeeper’s Daughter il mio Ipod ha deciso di prodursi in una canzone simile ma, allo stesso tempo diversa.

Siamo in un qualche posto non ben definito, e il nostro eroe conosce una ragazza al bar, bella, affascinate, gli racconta dei suoi viaggi nel mondo, balla con lui lenti su musiche veloci ( mi spiegheranno, poi, come ) ma, quando lui si avvicina per baciarla, lei gli sorride e gli risponde che le ragazze di classe non baciano nei bar…

Quindi che dire, “flirtoni compulsivi”, vi auguro di non trovare troppe “Classy Girls” nel vostro viaggio.

Wish You Were Here – Incubus

Le stelle, nel paese dove vado d’estate, si vedono benissimo, talmente bene che è impressionante rendersi conto di quanto belle siano, così tutte insieme, puntini luminosi che si stagliano su un lenzuolo nero.
Chissà se le vedi anche tu?
Forse al contrario, ma le vedi…
Vorrei ci fossi anche tu.
Mi manchi.

The Ghost of Tom Joad – Bruce Springsteen

Mettendo l’ipod in ripetizione casuale, mi sono resa conto di avere un problema serissimo con il sig. Springsteen che appare, regolarmente, ogni circa quattro o cinque canzoni.

Perché scegliere questa, Born to Run sarebbe stata la scelta più ovvia, ma per un istante voglio essere seria.
Voglio parlare di quello che sta succedendo in Palestina, che spesso tendiamo a dimenticare ma che è un’aberrazione dei diritti umani in tutto e per tutto.

Questa è una canzone che parla di oppressi, di gente che non ha casa, lavoro, pace o riposo, e delle ultime parole di Tom Joad alla madre: ” Mamma, ovunque ci sia un poliziotto che picchia un ragazzo, ovunque pianga di fame un neonato, ovunque ci sia nell’aria una lotta contro il sangue e l’odio, cercami mamma, sarò lì, ovunque ci sia qualcuno che combatte per un posto in cui stare, per un lavoro o per un aiuto, ovunque ci sia qualcuno che tenta di liberarsi, cercami nei loro occhi mamma, sarò lì.”
Nella speranza che, prima o poi, se non tutti, almeno una buona parte di noi, riesca a diventare un Tom Joad, e con questo augurio, chiudo questa playlist che, finalmente, potrete ascoltare su spotify e su youtube direttamente da qui sotto!  ( Grazie Giovanni! )

 

 

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